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Enogastronomia

Collana Le grandi aziende vitivinicole d'Italia

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Viaggio tra i grandi vini di Sicilia

Andrea Zanfi (testi), Giò Martorana (fotografie)
Lingue:
Isbn: 88-88482-10-5
Formato: 30x30
Pagine: 300
Anno di pubblicazione: 2003
Disponibilità: disponibile
Prezzo: € 67,00
Offerta web: € 56,95 [sconto 15%]
Lingua del libro:
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Descrizione
Si tratta di un volume di 300 pagine, edito in elegante edizione cartonata, in cui l’autore, come già fatto in occasione de iSupertuscans, ha voluto ancora una volta avvicinarsi e raffrontarsi al mondo del vino con la sua scrittura un po’ atipica, cercando di descrivere il “cuore pulsante” dell’enologia siciliana, parlando con questi protagonisti non in modo usuale dell’universo vino o seguendo i soliti stereotipi del mondo della viticoltura, ma affrontando invece l’aspetto umano, personale e in alcuni casi intimo dell’uomo-viticoltore siciliano, portando il lettore alla scoperta di un virtuale viaggio attraverso le terre di questa regione e i suoi vini, in continua e rapida ascesa nel panorama italiano e mondiale.
Un libro che parla anzitutto di uomini. Uomini coraggiosi, imprenditori legati alle tradizioni e alla famiglia, uomini che hanno a che fare con le vigne e con il vino.
Per la realizzazione del libro, che si sviluppa come un vero e proprio viaggio nelle Terre del Gattopardo, è stato necessario un anno di lavoro, con 17000 km. percorsi su tutto il territorio, visitando 54 aziende e selezionandone 44, con 418 vini degustati e 90 inseriti nel volume.
La selezione delle aziende è avvenuta in base ad una valutazione soggettiva dei vini degustati, dando un valore intrinseco al prodotto vino in termini di caratteristiche organolettiche e tipicità. Sono stati presi in considerazione gli impegni assunti dalle imprese in termini di vigneti e di cantina, cercando di non scindere mai i due elementi. Inoltre le aziende sono state scelte non solo per la loro storicità, in termini produttivi e commerciali, ma anche per l'impatto che il loro investimento imprenditoriale ha suscitato sul territorio in termini culturali e di terroir.
Dopo un’interessante e originale prefazione di Attilio Scienza dell’Università di Milano, segue l’introduzione dell’autore e quindi un corposo paragrafo in cui viene data la parola agli enologi delle aziende siciliane, che esprimono pareri e commenti sui “grandi vini di Sicilia”.
Da qui in avanti il libro propone la galleria dei “ritratti dei vignaioli siciliani” descrivendo e fotografando, attraverso le parole dell’autore, i pensieri, le passioni e gli umori di personaggi unici e molto particolari.
Per ogni azienda selezionata si è individuato uno spaccato temporale che fotografa il pensiero e le idee che ne determinano l’agire; si evidenziano inoltre il rapporto dell’imprenditore con il mondo del vino, con l’ambiente circostante e con la storia che gli appartiene: riflessioni, interrogativi sul presente e sul futuro dell’enologia siciliana, racconti e ricordi in libertà, il tutto corredato da ampi e inediti reportages, con ritratti in bianco e nero e splendide fotografie a colori, realizzati dal palermitano Giò Martorana, professionista di livello internazionale. I suoi scatti sono particolari per l'eleganza che esprimono, per la luce, che usa come fosse un inchiostro luminoso, per la cura dei dettagli, ma soprattutto per la passione e la carica emotiva che riescono a trasmettere. In questo Viaggio tra i grandi vini di Sicilia, dove ai ritratti dei vignaioli si alternano gli splendidi colori di una Sicilia straordinariamente bella, Giò Martorana è riuscito a cogliere quello spirito mediterraneo fatto di un antico appassionante rapporto tra l'uomo e il vino.
Per ogni vino inserito è stata realizzata la scheda tecnica completa indicante la zona di produzione, le caratteristiche morfologiche e geologiche del territorio vitato di riferimento, le uve impiegate, il sistema di allevamento, le densità di impianto e le caratteristiche tecniche della vinificazione, maturazione e affinamento dello stesso vino, con l’indicazione sul perché del nome, le quantità prodotte e le annate migliori; il tutto ricalcando il trend operativo della collana editoriale “I grandi vini d’Italia”.
Il volume si presta quindi a due distinte letture: da una parte gli uomini che vivono a stretto contatto con le vigne, descritti ed interpretati con tocchi personali di grande vivacità e verità, dall’altra le tecniche della vinificazione e ogni informazione necessaria sul prodotto vino.
Tra la prima parte dell’intervista, più narrativa, e la seconda, più tecnica, si viene quindi a creare un “equilibrio” capace di soddisfare non solo la curiosità degli appassionati, ma anche quella degli addetti ai lavori.
Un libro da leggere, da consultare o da “guardare” con grande piacere; un tassello importante per consentire a tutti di avere una fotografia dettagliata del patrimonio enologico siciliano.
Recensioni


Altre Pagine relative alla recensione:
                   
Recensione apparsa sul Quotidiano
"Cittadino Oggi" il 17 marzo 2004

Articolo (parte prima) apparso sulla Rivista:
"TERRE DEL VINO" di febbraio 2004
 

        

   

   

 

Recensione apparsa sul sito:   guide.supereva.com


I motivi del successo del vino di Sicilia
sono da ricercarsi nella felice combinazione
fra capacità e volontà con il forte desiderio
di dare un taglio a un passato poco gratificante
per costruire un futuro più solido e duraturo.
Andrea Zanfi...  visita la pagina web  >>

Articolo (parte seconda) apparso sulla Rivista:
"TERRE DEL VINO" di marzo 2004





Articolo (parte terza) apparso sulla Rivista:
"TERRE DEL VINO" di Aprile 2004


   




   









    

Articolo (parte terza) apparso sulla Rivista:
"TERRE DEL VINO" di Aprile 2004

Recensione apparsa su www.winereport.com 

Grandezza dei vini siciliani: miraggio più che realtà. Riflessioni su un libro di Andrea Zanfi
Devo subito premettere che a 47 anni suonati non ho mai messo piede in terra siciliana, e che quindi le mie annotazioni sulla Trinacria e sul libro (Viaggio tra i grandi vini di Sicilia (300 pagine, 67 euro, Carlo Cambi editore info@carlocambieditore.it) che alla sua produzione enologica lo scrittore toscano Andrea Zanfi, con la decisiva collaborazione del fotografo Giò Martorana, ha dedicato, sono solo frutto di considerazioni generali. Annotazioni di un commentatore che le vicende della Sicilia del vino si limita ad osservarle da lontano, forse avvantaggiato dal fatto di non subire il fascino di chiunque abbia visitato, anche per una sola volta, quelle terre, e di poterne pertanto parlare senza alcun tipo di condizionamento.
Devo subito esprimere la mia ammirazione per il lavoro di Zanfi, (di cui lo scorso anno ho recensito il volume, pubblicato sempre per lo stesso editore di Poggibonsi, dedicato ai Supertuscans), ed il compiacimento per l’opera di una casa editrice di provincia che ha sinora battuto sul tempo editori più titolati e potenti, pubblicando, per prima in Italia, due volumi dedicati a due delle tipologie di vini che, mediaticamente, vanno per la maggiore e che più fanno discutere.
Ciò detto, non posso non manifestare la mia perplessità, nonostante l’indubbio valore e la forte presa delle foto a tutta pagina o addirittura a doppia pagina di Martorana, che ritraggono in bianco e nero i protagonisti delle 44 aziende siciliane protagoniste del volume e a colori restituiscono magnifici scorci di una terra da sogno, circa la scelta di effettuare questo viaggio attraverso la Sicilia di oggi ed i suoi vini mediante un volume di grande formato il cui prezzo, 67 euro, ovvero 130 mila delle vecchie lire, colloca inevitabilmente il libro in una fascia da happy few, che possono spendere, per aggiudicarselo, una cifra non indifferente, anche nell’epoca dell’euro… Molto meglio forse, per favorire e innescare una riflessione critica sulle dimensioni che sta assumendo il fenomeno “vino siciliano” da dieci anni a questa parte, per capire, come osserva Zanfi “come era possibile che improvvisamente decine e decine di produttori siciliani si fossero messi ad imbottigliare vino di qualità” e “cosa avevano fatto fino a ieri” e se dietro quella miriade di etichette ci fosse “solo business o una rinnovata passione e un folgorante amore per la più nobile e qualificante professione del vignaiolo”, sarebbe stato un libro concepito in maniera diversa. E che invece della formula, già utilizzata nei Supertuscans, con tot pagine ad azienda, con i protagonisti a raccontarsi e le schede tecniche di uno o più vini, inframezzate da fotografie formato gigante delle bottiglie e dei personaggi e da scorci di paesaggi siciliani, si volesse essere una storia dell’evoluzione del vino siciliano dal dopoguerra ad oggi, e che ricostruisse i cambiamenti, le svolte, le evoluzioni, le scelte, soprattutto di mercato, fatte dal mondo del vino siciliano.
Pur con questo limite di fondo e quest’impostazione, tesa a restituire emozioni e più interessata a lasciare la parola ai produttori, più che a storicizzare, (Zanfi compie persino l’ingenuità di non fornire di nessuna delle aziende selezionate, nemmeno l’indirizzo e la collocazione geografica, i dati utili come telefono, fax, e-mail, ecc. per rintracciarla, procedendo semplicemente in ordine alfabetico, da Abbazia Sant’Anastasia a Valle dell’Acate), il libro, a saperlo leggere attentamente e decodificare, fa benissimo capire tante cose. Ad esempio, come ha scritto di recente il wine writer Stephen Brook, in un ottimo articolo dedicato alla Sicilia pubblicato sul supplemento Italy 2004 della rivista britannica Decanter, che “la forza dominante in Sicilia, vista l’indifferenza verso il concetto di Doc è rappresentata dal singolo produttore e che nonostante 3000 anni di viticoltura nessuno sia abbastanza sicuro di cosa piantare e dove”.
Questo, e l’assoluta giovinezza dell’industria vinicola siciliana, che destina alle DOC non più del tre per cento della produzione, ed inoltre una diffusa, e pericolosa convinzione di rappresentare una sorta di appendice del Nuovo Mondo in Italia, di essere una terra promessa per il vino, ed una terra di conquista per chiunque, dotato di danaro, di senso del business, di conoscenza delle tecniche del marketing e di frequentazioni dei mercati esteri, e aggiornato sulle più moderne tecniche enologiche, voglia sbarcarvi, porta oggi la Sicilia ad essere qualcosa più simile ad un grande calderone in ebollizione, un laboratorio in perenne agitazione, un vulcano sempre sul punto di eruttare, che una zona vinicola dotata di una propria identità. Capace di esprimere vini dotati di uno stile innegabilmente e inconfondibilmente siciliano.
Il libro testimonia l’esistenza di una forte e stridente contraddizione tra le belle e nobili parole di una serie di enologi consulenti interpellati, che parlano di vini siciliani che devono farsi ricordare per “la grande finezza, l’eleganza, l’equilibrio e soprattutto la <beva>, che devono “esprimere il territorio, non in chiave di esuberante e fastidiosa struttura, ma in modo elegante ed aristocratico”, essere “il risultato dell’uva da cui provengono e del territorio ove questa è coltivata”, oppure “l’espressione più pura del territorio, dei vitigni del territorio e della cultura degli uomini che lo producono”, o ancora esprimere “il fascino multiforme di una civiltà antica, misteriosa e solare”, possedendo “le caratteristiche ben precise del luogo d’Origine non uno stile internazionale”, e la realtà, concreta che è sotto gli occhi di tutti. E che anche nella larga scelta di vini delle 44 aziende selezionati nel libro vede il diffondersi sempre più massiccio di Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Chardonnay, Cabernet franc, Mondeuse, Sauvignon, spesso combinati in uvaggio tra loro, oppure, soprattutto i vitigni bordolesi o il Syrah, proposti in combinazioni, non propriamente espressioni del territorio, del genius loci, della storia vinicola millenaria di quest’isola, con il magnifico Nero d’Avola. Fortunatamente ci sono buoni Nero d’Avola non massacrati dagli eccessi di legno e da una maturità eccessiva del frutto che li rende più simili a confetture, vini dal tenore alcolico non esagerato e senza residui zuccherini furbeschi, in questa carrellata di vini siculi proposti da Zanfi, grandi Etna bianco figli del Carricante e rossi espressione del Nerello Mascalese e del Nerello Cappuccio, i superbi passiti di Pantelleria e di Lipari, i Marsala sontuosi, i bianchi sapidi base Grillo, Inzolia o Catarratto, qualche Cerasuolo di Vittoria caratterizzato dal Frappato, ma inseriti in un panorama dove la Sicilia sembrerebbe avere sbocchi di mercato solo sposando la causa del vitigno alloctono, rischiano di essere triturati in un tritacarne scandito dalle parole d’ordine modernità e stile internazionale. Un diktat che molto spesso è esteso anche ai vini da vitigni autoctoni, Nero d’Avola in primis, generando danni, contraddizioni ed equivoci la cui pericolosità, nell’euforia generale scatenata dall’arrembaggio ai mercati esteri, dai punteggi super elogiativi delle guide e dei wine writer cabernet e barrique dipendenti, non viene ancora avvertita, ma che costituisce, basta mantenere un pizzico di lucidità e di realismo, una minaccia. Situazione di pericolo che mi sarebbe piaciuto in qualche modo l’autore avesse denunciato nel suo libro…
Ecco perché, a differenza di Andrea Zanfi, non avrei di certo intitolato il libro Viaggio tra i grandi vini di Sicilia, ma, in maniera molto più criptica e involuta, ne sono consapevole, lo avrei definito come un Viaggio alla ricerca dell’identità dei vini siciliani. Un’autentica e indiscutibile grandezza, salvo rarissimi e nobilissimi casi (voglio solo citare i vini di Marco De Bartoli, gli Etna bianco di Benanti, i Nero d’Avola di Gulfi, il Rosso del Conte di Tasca d’Almerita e pochissimi altri), costituisce ancora, per moltissimi vini, un sogno e un miraggio, una meta ancora lontanissima da conseguire, che non si sa bene se e quando potrà essere raggiunta.
Franco Ziliani
fziliani@winereport.com

da:  seetuscany.com

Cosa Bolle in Pentola
Se siete appassionati di vino probabilmente saprete che i vini siciliani hanno migliorato incredibilmente la loro qualità nel corso degli ultimi 10-15 anni e che adesso stanno attirando su di sé l’attenzione di stampa specializzata e di produttori che arrivano in questa regione per investire grosse somme.
Carlo Cambi Editore ha recentemente pubblicato un bellissimo libro curato da Andrea Zanfi, che ha percorso in auto quasi 20.000 km allo scopo di andare a conoscere i produttori che stanno dietro a questo rinascimento siciliano, e Giò Martorana, che ha fotografato il tutto.
Il libro si apre con un’introduzione di Attilio Scienza, uno dei ricercatori più all’avanguardia in Italia in campo enologico, seguita da alcune parole di Andrea e dai veloci commenti di alcuni degli enologi delle aziende siciliane.
Eccoci poi ai circa 45 profili dei produttori che Andrea ha incontrato nelle varie cantine (in realtà ne ha incontrati di più, ma alcuni non sono stati selezionati) e con cui ha conversato di tutto, dalla loro filosofia di produzione a cosa facevano i loro nonni, mentre Giò andava a caccia di foto.
Il volume fornisce anche dettagliate schede tecniche dei vini selezionati con informazioni sulla zona di produzione, le uve impiegate, la densità di impianto, le tecniche di produzione, le migliori annate, le foto delle bottiglie e altro ancora.
Andrea ha visitato sia quei produttori già consolidati, inclusi Tasca D’Almerita e Florio, o quelli che hanno una lunga tradizione alle spalle, ma che stanno ricevendo solo ora l’attenzione che meritano, per esempio Baglio Hopps i cui antenati inglesi cominciarono a produrre Marsala nel 1811, o Donnafugata, ma anche le nuove leve, inclusi Rallo e Planeta, una delle aziende che al momento sta ricevendo più attenzione.
Questo libro è affascinante, scritto con partecipazione; Andrea sa come rendere al meglio ogni personaggio coinvolto e le foto di Giò vi faranno chiamare subito la vostra agenzia di viaggio per prenotare un volo.
Sono bravi e il tutto è così variegato che varrebbe anche la pena comprare l’edizione italiana, se non ci fosse (ma c’è...) un’edizione inglese!

apparso sulla Rivista:
"Il Sommelier"




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Recensione apparsa su
Sapori e Piaceri (luglio-agosto 2004)


Cosa Bolle in Pentola #120

Recensione:
Viaggio Tra i Grandi Vini di Sicilia

Se siete appassionati di vino probabilmente saprete che i vini siciliani hanno migliorato incredibilmente la loro qualità nel corso degli ultimi 10-15 anni e che adesso stanno attirando su di sé l’attenzione di stampa specializzata e di produttori che arrivano in questa regione per investire grosse somme.
Carlo Cambi Editore ha recentemente pubblicato un bellissimo libro curato da Andrea Zanfi, che ha percorso in auto quasi 20.000 km allo scopo di andare a conoscere i produttori che stanno dietro a questo rinascimento siciliano, e Giò Martorana, che ha fotografato il tutto.
Il libro si apre con un’introduzione di Attilio Scienza, uno dei ricercatori più all’avanguardia in Italia in campo enologico, seguita da alcune parole di Andrea e dai veloci commenti di alcuni degli enologi delle aziende siciliane.
Eccoci poi ai circa 45 profili dei produttori che Andrea ha incontrato nelle varie cantine (in realtà ne ha incontrati di più, ma alcuni non sono stati selezionati) e con cui ha conversato di tutto, dalla loro filosofia di produzione a cosa facevano i loro nonni, mentre Giò andava a caccia di foto.
Il volume fornisce anche dettagliate schede tecniche dei vini selezionati con informazioni sulla zona di produzione, le uve impiegate, la densità di impianto, le tecniche di produzione, le migliori annate, le foto delle bottiglie e altro ancora.
Andrea ha visitato sia quei produttori già consolidati, inclusi Tasca D’Almerita e Florio, o quelli che hanno una lunga tradizione alle spalle, ma che stanno ricevendo solo ora l’attenzione che meritano, per esempio Baglio Hopps i cui antenati inglesi cominciarono a produrre Marsala nel 1811, o Donnafugata, ma anche le nuove leve, inclusi Rallo e Planeta, una delle aziende che al momento sta ricevendo più attenzione.
Questo libro è affascinante, scritto con partecipazione; Andrea sa come rendere al meglio ogni personaggio coinvolto e le foto di Giò vi faranno chiamare subito la vostra agenzia di viaggio per prenotare un volo.
Sono bravi e il tutto è così variegato che varrebbe anche la pena comprare l’edizione italiana, se non ci fosse (ma c’è...) un’edizione inglese!

Viaggio Tra i Grandi Vini di Sicilia
Andrea Zanfi, 2003
Copertina rigida, formato grande, 300 pagine circa e centinaia di foto
ISBN (edizione italiana) 88-88482-10-5
Pubblicato da Carlo Cambi Editore
P.O. Box 280, Poggibonsi (Siena), Italia
Per ordini:
fax +39 0577 974147




di Valerio S. Provvedi

La Carlo Cambi Editore esce adesso con il secondo volume de "I grandi vini d'Italia", una collana che si prefigge di realizzare, annualmente, esaustive monografie sulle principali regioni vitivinicole italiane. L'impostazione generale di questo libro intende affrontare gli aspetti umani, personali, e, in alcuni casi, intimi dell'uomo-viticoltore siciliano, guidando il lettore attraverso le terre di questa regione e i suoi vini: realtà viva e vitale in continua e rapida ascesa nel panorama italiano e mondiale.
La realizzazione dell'opera ha richiesto un intero anno di lavoro, con 17.000 chilometri percorsi, visitando 54 aziende e selezionandone 44, con 418 vini degustati e 90 inseriti nel volume.

All'interessante e originale prefazione di Attilio Scienza, dell'Università di Milano, segue prima l'introduzione dell'autore, poi un corposo paragrafo con il parere degli enologi locali, e, finalmente, la vivace galleria dei ritratti dei vignaioli, accuratamente , e appassionatamente possiamo dire, descritti e fotografati. Riflessioni, ricordi, racconti, descrizioni, … il tutto corredato con ritratti in bianco e nero e da splendide fotografie a colori realizzate dal palermitano Giò Martorana, professionista di livello internazionale. Per ogni vino inserito è stata realizzata una completa scheda tecnica indicante la zona di produzione, le caratteristiche morfologiche e geologiche del territorio, le uve impiegate, le peculiarità tecniche della vinificazione, della maturazione e affinamento, con l'indicazione sul perché del nome, le quantità prodotte e le annate migliori.

L'autore, per sua stessa ammissione, ha cercato di raffrontarsi, con l'originale mondo vinicolo della Trinacria, in maniera coinvolgente, a base di contatti umani, di emozioni, mediante un dialogo diretto e schietto con ogni singolo imprenditore. Ha conosciuto, infatti, tutti quei personaggi che si stanno adoperando per traghettare il mondo del vino di Sicilia verso un nuovo, diverso e più ampio futuro. Grandi le potenzialità di questa terra dalla prorompente vitalità, della sua natura dalla forte esuberanza. La regione siciliana produce, da sola, una maggiore quantità di vino che non la Toscana e il Piemonte messe insieme, dimezzando, inoltre, negli ultimi anni, i tempi produttivi necessari alla realizzazione di buoni vini.
Zanfi conclude la sua introduzione sottolineando come i motivi del successo del vino di Sicilia sono da ricercarsi nelle felice combinazione fra capacità e volontà e con il forte desiderio di dare un taglio a un passato poco gratificante per costruire un futuro più solido e duraturo.

Sfogliando questo corposo volume emerge un mondo davvero particolare, immerso al centro del Mediterraneo con relative implicazioni climatiche e caratteriali, un mondo singolare, determinato a proseguire sulla strada intrapresa e nel quale, fortunata e felice circostanza, sta emergendo un gran numero di giovani imprenditori, convinti e vocati con dedizione alla propria attività di vignaioli.
A titolo di esortazione alla lettura, stralciamo il pensiero esposto da una giovane, e bella, produttrice che così, tra l'altro, si esprime riguardo la sua personale metamorfosi compiuta dopo aver abbandonato la Facoltà di Giurisprudenza: "….Oggi le mie amiche, vedendomi talmente serena e felice, mi ritengono una persona fortunata , perché faccio un lavoro che mi piace moltissimo; allo stesso tempo so con certezza che nessuna di esse, anche facendo lavori magari non appaganti, vi rinuncerebbe per seguirmi nella stalla a mungere le mie mucche o in mezzo alla vigna, nel duro lavoro della vendemmia. A me piace ciò che faccio e quando ne parlo mi si illuminano gli occhi ma posso assicurare che non è facile far comprendere agli altri quanto questo mestiere io me lo "senta addosso" e quanto sia così passionale la sua presenza in me. E' sinceramente difficile far comprendere quali emozioni provo quando degusto lo Chardonnay che ho vinificato con mio fratello: chi non sa qual è il sacrificio di potare, raccogliere e vinificare le proprie uve, come fa a capire le emozioni sprigionate da quel bicchiere di vino?..."

Consiglio premuroso ai lettori: ritrovate questa pagina, in mezzo alle tante altre di analogo, almeno, interesse. Non ve ne pentirete, potete esserne certi.

Volume di 300 pagine; formato chiuso 30x30 cm.
Rilegatura cartonata. Prezzo Euro 67,00 Edizione in italiano e in inglese.
Disponibile in libreria o direttamente a: Carlo Cambi Editore, C.P. 280 - 53036 Poggibonsi (SI)
Tel. 0577 936580 - Fax 0577 974147 e-mail info@carlocambieditore.it
editore: Carlo Cambi - autore: Andrea Zanfi - foto: Giò Martorana




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Articolo apparso sulla Rivista:
"SIKANIA" di aprile 2004 



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Recensione apparsa il giorno Domenica 29 febbraio 2004

é uscito nel sito della provincia di Palermo, dove viene descritto il libro,
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Recensione apparsa sul sito
www.chozenbooks.com :

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